Apro il tavolo pieghevole mentre il lungomare sonnecchia ancora e dispongo corni, ferri di cavallo e tartarughe rivolte verso il mare. Sul banchetto accanto, Sahid sistema custodie per cellulari con la cura di un gioielliere. Ha mani screpolate, unghie rosa impeccabili, due grosse perle alle orecchie e una fascia scolorita “World Tour Laura Pausini” sulla fronte. Al collo porta un rosario di legno dalle perline diverse; al posto del crocifisso, due uomini intagliati che si abbracciano. Una cassa bluetooth gracchia Strani Amori. Lui sembra assorto nei suoi pensieri, ma le labbra violacee seguono ogni parola della canzone.
Quando Cosimo accende la macchina dello zucchero filato, io e Sahid ci scambiamo uno sguardo. Ci aspettano dodici ore di zucchero bruciato, sudore e mani che rovistano tra la nostra merce mentre gli occhi passano oltre.
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